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TOLLERANZA ZERO PER LA SICUREZZA IN BARRIERA DI MILANO E AURORA: TORINO COME NEW YORK
Nel mese di maggio, il consigliere comunale della lista civica sicurezza e legalità Raffaele Petrarulo ha chiesto con una mozione ed ottenuto il modello Rudolph Giuliani. Tolleranza Zero per ripristinare l’ordine e la sicurezza in Barriera di Milano e Aurora. Si tratta di due quartieri di Torino colpiti da tempo da fenomeni di microcriminalità, spaccio di droga, atti di vandalismo e, più di recente, rivolte di anarchici.
Petrarulo ha chiesto presidi fissi e mobili sul territorio e telecamere come deterrente degli episodi di illegalità. E’ stanco, esasperato come gli stessi cittadini. Serve “la presenza, non basta un cellulare messo lì nell’angolo. Chiediamo il modello Rudolph Giuliani a New York: tolleranza a zero“.
Per le zone corso Novara, corso Giulio Cesare, i giardini Alimonda e i giardini di piazza Montanaro, Petrarulo ha richiesto presidi fissi dell’esercito e/o interforze. Nelle zone di via Scarlatti, parco Sempione, corso Vercelli, via Montanaro, corso Giulio Cesare, corso Brescia, corso Palermo, piazza Foroni-Bottesini, piazza Respighi, via Cecchi, piazza Baldissera, e corso Principe Oddone, ha richiesto invece presidi mobili itineranti.
Dallo scorso 8 maggio, per un tempo indefinito, vengono impiegate 100 unità giornaliere della Polizia in presidi fissi nei quartieri Aurora e Barriera di Milano.
C’è chi propone di riavviare i tavoli di sicurezza integrata.
Come funziona il modello New York Tolleranza zero?
Può funzionare a Torino?
Cosa ne pensa la sindaca Chiara Appendino?
TOLLERANZA ZERO PER LA SICUREZZA IN BARRIERA DI MILANO E AURORA: OPINIONI DIVERSE
Mentre Petrarulo spinge sul modello Tolleranza Zero a Torino per i quartieri Barriera di Milano e Aurora, c’è chi esprime opinioni differenti.
Carlotta Tevere, consigliera del M5S e presidente della Commissione legalità, propone di riavviare i tavoli di sicurezza integrata una volta superata l’emergenza sanitaria Coronavirus. Considera utile e strategico “il confronto tra forze di polizia, vigili urbani, carabinieri e Circoscrizione“.
Anche Pietro di Lorenzo, segretario provinciale del Siap (sindacato delle forze di polizia), pensa ad un approccio diverso. Il modello Tolleranza Zero, per di Lorenzo, rappresenta “un fallimento della politica, non della società“. La Polizia viene impropriamente utilizzata per ‘apparenza’ di sicurezza. “Gli attuali problemi di alcuni quartieri a Torino, come in tutte le città italiane, sono dovuti all’assenza di certezza della pena ed all’incapacità di combattere l’immigrazione clandestina di massa e di allontanare tanti, troppi delinquenti che non hanno titolo a stare in Italia. Aspetti che si amplificano nelle zone più popolari già provate da disoccupazione e povertà. Ci chiediamo chi dovrebbe, se non la politica, occuparsene e risolverli”.
Aggiunge: “I presidi fissi non posso incidere sulle radici del male, tutte le esperienze hanno dimostrato che a poche decine di metri tutto continuerà come prima, soprattutto lo spaccio. È una misura che serve alla politica per poter dire di aver fatto qualcosa mentre noi continueremo a svuotare il mare con il secchiello”.
Petrarulo insiste sul pugno duro per ristabilire l’ordine: “Credo nelle forze di polizia e nell’esercito, ma la loro presenza deve essere proporzionale ad una zona fortemente sotto stress. Presidi notturni, fissi e mobili: la politica si compatti per garantire la sicurezza, vedo troppi assenti per un tema importante come questo“.
TOLLERANZA ZERO: LA POSIZIONE DELLA SINDACA CHIARA APPENDINO
Cosa ne pensa la sindaca Chiara Appendino? Qual è la sua posizione in merito all’adozione del modello Rudolph Giuliani a New York? La strategia della Tolleranza zero per una città più vivibile e sicura può funzionare?
“Purtroppo è necessario” risponde la sindaca “ma arrivare al punto di imporre presidi fissi di polizia sul territorio è in sé un fallimento per qualsiasi società che si dica progredita“.
Le istituzioni hanno dovuto dare risposte chiare, concrete e rapide ai cittadini che da tempo vivono quotidianamente nell’insicurezza e nel disordine.
Dall’8 maggio, è stata avviata la ‘sorveglianza speciale’ dei due quartieri di Torino più a rischio: sono stati istituiti presidi fissi in Barriera e Aurora, specie a seguito dei disordini avvenuti ad aprile (risse tra extracomunitari e baby gang, rapine, scontri tra anarchici e Polizia, occupazione di uno stabile da parte di estremisti).
Dopo gli scontri tra anarchici e Polizia, in piena emergenza Covid, Petrarulo e la sua pazienza sono esplosi. “Ora basta. Chiedo alla sindaca ed al Prefetto di attuare immediatamente il modello tolleranza zero, adottato dal Sindaco di New York Rudolph Giuliani, che riuscì in poco tempo a fare di New York (del Bronx in particolare) una città con una vivibilità accettabile iniziando ad inculcare alle persone che comportamenti irregolari, dal biglietto della metro/tram non pagato agli scippi, non sarebbero stati più tollerati. E così avvenne. La Sindaca e il Prefetto devono intervenire con forze commisurate alla gravità della situazione o la zona da degradata passerà a polveriera con la miccia già innescata“.
Il modello Tolleranza Zero come nel Bronx fa discutere e divide i cittadini tra favorevoli ad un maggior controllo e sorveglianza e contrari ai quartieri militarizzati. Non si tratta soltanto di presidi fissi e mobili, ma anche di ricognizione sui sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e di particolari accordi con attività commerciali per regolare le modalità di svolgimento degli esercizi (incluse le misure anti-Covid).
Le misure antidegrado e preventive fanno parte dell’accordo di sicurezza integrata. Si punta molto sul sostegno del disagio giovanile: preoccupa il fenomeno dello spaccio. Per allontanare i pusher da piazze di spaccio storiche (piazza Alimonda, largo Montanaro), si prevede il divieto di avvicinamento e, in seguito, il daspo urbano.
I PRIMI RISULTATI DEL PUGNO DURO A TORINO
L’8 maggio il monitoraggio delle Forze dell’Ordine è partito con una squadra composta da 28 agenti e 2 funzionari, suddivisi fra 2 blindati e 4 pattuglie di supporto. I primi accertamenti scattati all’angolo tra corso Giulio Cesare e corso Brescia, hanno portato a numerose verifiche nelle attività commerciali di zona.
Il primo bilancio del presidio fisso comunicato il 9 maggio vede l’arresto di due spacciatori (un gambiano e un nigeriano) e 6 persone multate per assembramento.
Si attendono aggiornamenti sui risultati dei presidi e, per ora, Raffaele Petrarulo si dichiara soddisfatto per la risposta alla sua mozione.
Da anni, i residenti dei quartieri Barriera di Milano e Aurora convivono con la mancanza di sicurezza ed un sempre crescente degrado.
Petrarulo, già nel 2014, chiedeva più sicurezza all’amministrazione lanciando una petizione per una maggiore presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio attraverso controlli diurni a piedi e serali su mezzi motorizzati.
RUDY GIULIANI: IL MODELLO TOLLERANZA ZERO E LA COLLABORAZIONE CON GIOVANNI FALCONE
Il termine “Tolleranza Zero” deriva dal modello politico basato su dure norme di pubblica sicurezza. E’ stato applicato per la prima volta dall’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, detto Rudy
Si tratta di una politica derivante dalla ‘teoria delle finestre rotte‘ formulata nel 1982. Questa teoria afferma che le persone, notando che una finestra rotta non viene riparata, si abituano all’idea del degrado, del disinteresse e dell’indifferenza sociale, della mancanza di regole destinata a stimolare le attività criminali.
Nel 1994, Rudolph Giuliani applicò la Tolleranza Zero a New York iniziando dalla metropolitana per trasgressioni minori (mancato pagamento del biglietto). Il pugno duro cancellò l’idea che la metropolitana fosse una zona senza regole facendo diminuire, col tempo, il numero di crimini anche gravi.
La Tolleranza Zero scatenò quasi subito la rivolta di afroamericani nel Bronx che venne domata insistendo sulla politica del pugno duro.
Giuliani, detto anche ‘lo sceriffo’ o ‘il Procuratore di ferro’, applicando la Tolleranza zero ha ripulito New York. Omicidi e violenza sulle strade newyorkesi si sono notevolmente ridotte.
A partire dal 1983, una volta nominato Procuratore Federale del South District di New York, ha intensificato la sua lotta alla droga e al crimine organizzato. Nel 1988, ha collaborato con il magistrato Giovanni Falcone nelle indagini sul narcotraffico e sulla mafia (“Pizza Connection“, che porterà molti mafiosi in carcere).
Spesso, l’espressione ‘tolleranza zero’ si associa allo spaccio di droga e detenzione di armi. Un’applicazione del genere, caratterizzata da forti azioni repressive, richiede una normativa esplicita e adeguata altrimenti potrebbe non solo risultare inefficace ma portare a gravi conseguenze.
Va da sé che l’Italia, prima di applicare questo modello, dovrebbe rivedere la legge e la sua corretta applicazione come afferma giustamente Pietro di Lorenzo, segretario provinciale del Siap.
1 Commento.
e’ il bronx di torino…ci sono persone che lavorano e hanno la stima di tutti,altri che delinquono ma non devono allontanarsi dal bronx di barriere di milano o aurora,in modo particolare mai andare a rompere le p@alle nella ztl perche’ i buonisti della ztl di torino liberano i mastini …quei servitori dello stato che l’unico servizio che fanno lo fanno per i residenti nella ztl
fosse mai possibile mandare a casa i politici e anche i leccaculo dei politici||||