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MISURE DI SICUREZZA NEGLI AEROPORTI: NUOVO CORONAVIRUS E CORRIDOI SANITARI
In diversi Paesi nel mondo, tra cui l’Italia, sono stati presi provvedimenti e misure di sicurezza negli aeroporti e nei porti, a partire dal 30 gennaio scorso. Data in cui l’OMS ha dichiarato l’emergenza sanitaria di interesse internazionale per l’epidemia del nuovo Coronavirus in Cina, Il virus è stato identificato alla fine dello scorso anno nella città di Wuhan (Cina centrale), metropoli da 11 milioni di abitanti.
Il cosiddetto virus cinese chiamato provvisoriamente 2019-nCoV, l’11 febbraio è stato rinominato Sars-CoV-2 dall’International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV). La patologia che deriva dall’infezione da Sars-CoV-2 è stata, invece, denominata ufficialmente COVID-19 dal direttore generale dell’OMS.
Nel momento in cui scriviamo, la mappa della Johns Hopkins University diffusa online, che segue in tempo reale la diffusione del virus Sars-CoV-2, ha registrato 2.247 morti e 76.775 casi accertati di contagiati in tutto il mondo (nel 99% dei casi in Cina).
Cosa si sta facendo concretamente, in Italia, per contenere il nuovo coronavirus?
Come si muovono i governi negli altri Paesi del globo?
MISURE DI SICUREZZA NEGLI AEROPORTI E VOLI SOSPESI DA E PER LA CINA
Il 30 gennaio l’OMS ha dichiarato l’emergenza sanitaria di interesse internazionale per l’epidemia di Coronavirus in Cina.
Lo stesso giorno, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per fronteggiare il rischio sanitario, ha annunciato il blocco di tutti i voli aerei da e per la Cina ed è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria per 6 mesi. Gli ultimi voli sono atterrati la mattina del 31 gennaio.
E’ stata anche sospesa la concessione di visti in Cina per l’Italia da parte delle agenzie autorizzate.
Sono state innalzate le misure di sicurezza nei 30 scali aeroportuali italiani e nei porti (con l’estensione di una procedura finora prevista soltanto per le imbarcazioni non UE, la ‘libera pratica sanitaria’, a tutte le imbarcazioni mercantili e da crociera in transito).
E’ stato potenziato anche il numero verde 1500 per fornire informazioni no-stop, h24 sul nuovo coronavirus e per raccogliere segnalazioni di eventuali casi sospetti.
Soltanto nella giornata del 16 febbraio scorso, sono stati controllati oltre 161 mila passeggeri negli aeroporti italiani. Dall’inizio del monitoraggio agli aeroporti controllati ad oggi, la Protezione Civile (con i suoi 800 medici e volontari) ha controllato 2 milioni di persone nei voli in arrivo.
Sono state rafforzate le dotazioni di personale medico e infermieristico. Sono entrati in campo anche la Croce Rossa Italiana, Il CISVES (Coordinamento Infermieri Volontari Emergenze Sanitarie), altre associazioni di volontariato e gli organi (USMAF) preposti dal Ministero della Salute.
Il Ministero della Salute Ufficio 05 (Prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale) ha messo a disposizione dei volontari un set di dispositivi di protezione individuali monouso che permettano di lavorare in tutta sicurezza.
L’obiettivo comune è scongiurare l’eventuale ingresso nel nostro Paese di persone affette dal nuovo coronavirus.
TERMOMETRI LASER, TERMOSCANNER E QUESTIONARI NEGLI AEROPORTI
Negli aeroporti si intensificano i controlli attraverso l’utilizzo di termometri laser e termoscanner.
Addetti sanitari tramite un tablet sono in grado di rilevare la temperatura corporea dei passeggeri misurata dai termoscanner in 2 secondi. I viaggiatori della Cina vengono fatti passare attraverso uno scanner termico che ne rileva la temperatura. In casi sospetti, la persona viene trasferita in biosicurezza all’ospedale Spallanzani di Roma per accertamenti.
Ormai sappiamo, però, che il nuovo coronavirus è trasmissibile anche nel periodo di incubazione, in assenza di sintomi.
E se qualcuno ha in incubazione il virus e non presenta ancora febbre? A chi torna dalla Cina, oltre al termoscanner, viene fatto compilare un questionario in cui deve indicare dove andrà, cosa farà e per quanto tempo. In caso di febbre, sarà possibile ricostruirne il percorso.
Riuscire a controllare completamente la situazione è difficile ed è soprattutto questa la reale gravità di nuovi virus che si diffondono e di cui non si conosce abbastanza. Virus per i quali non è ancora stato scoperto un vaccino.
Un progresso nella lotta contro il nuovo coronavirus è stato raggiunto proprio dai virologi dell’ospedale Spallanzani di Roma. Hanno isolato il virus, primi in Europa, per poterlo studiare direttamente lavorando sullo sviluppo di un vaccino.
Gli aeroporti in Italia sono in costante monitoraggio.
A livello precauzionale, è stato deciso di dotare di mascherina di protezione e guanti (in base alle mansioni) anche il personale che può venire a stretto contatto con i passeggeri in arrivo dallo sbarco dall’aeromobile e fino al controllo sanitario della temperatura.
AZIONI DI CONTRASTO AL NUOVO CORONAVIRUS IN CINA
Quali sono le azioni di contrasto messe a punto a livello internazionale?
Iniziamo dalla Cina.
Il governo cinese ha messo in quarantena Wuhan (città dove si è originata l’epidemia e dove è stato costruito in tempi record un ospedale speciale) sospendendo il trasporto pubblico, chiudendo strade, cancellando voli e treni da e per la città.
I cittadini di Huanggang sono stati invitati a non lasciare la città che è, praticamente, in quarantena.
Sono attualmente chiuse ed isolate la Città Proibita di Pechino e Xianning.
Il governo ha cancellato tutti i grandi eventi pubblici del Capodanno cinese e le prime dei film al cinema.
MISURE DI SICUREZZA NEGLI AEROPORTI INTERNAZIONALI
Le autorità a livello globale temono una diffusione del contagio.
Insieme all’Alitalia, hanno sospeso i voli da e per la Cina altre compagnie aeree, tra cui British Airways, Lufthansa e le controllate Swiss e Austrian Airlines.
Finnair ha chiuso la rotta Helsinki-Pechino, Air France ha sospeso i voli per Wuhan riducendo quelli per Shanghai e Pechino. La compagnia Cathay Pacific di Hong Kong ha tagliato i posti vietando il bagaglio a mano.
I controlli termici sono stati adottati in molti aeroporti del mondo per i passeggeri in arrivo dalla Cina tra cui aeroporti in:
– Gran Bretagna;
– Thailandia;
– Hong Kong (dove si effettuano scansioni anche su altre tratte terrestri e marittime internazionali);
– Singapore;
– Giappone (dove i passeggeri provenienti da Wuhan sono tenuti a compilare moduli sanitari e ad informare le autorità in caso di sintomi legati al virus);
– Stati Uniti (in particolare gli aeroporti di New York, San Francisco, Los Angeles, Atlanta e Chicago);
– Emirati Arabi Uniti (aeroporto di Dubai).
In Australia, le autorità hanno deciso di non installare termoscanner negli aeroporti. Sostengono che i dispositivi rilevano solo il 10% circa dei casi. Hanno adottato una misura diversa: gli ufficiali medici incontrano ed intervistano i passeggeri al di fuori dell’aereo per controllare i sintomi.
La Corea del Nord ha chiuso temporaneamente i confini a tutti i cittadini stranieri, né più né meno come fece per la Sars nel 2003.
Paesi come gli Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Taiwan, Filippine, Isole Fiji, Isole Salomone, Vietnam, Mongolia, Papua Nuova Guinea, Nuova Caledonia, Repubblica Democratica di Timor hanno precluso l’ingresso a tutti gli stranieri che abbiano soggiornato o transitato in Cina nei 14 giorni precedenti (ad eccezione dei cittadini del proprio Paese).
RACCOMANDAZIONI DAL MINISTERO DELLA SALUTE
A chi, per un motivo o per l’altro, è costretto a partire per la Cina, il Ministero della Salute raccomanda di:
– consultare il medico curante;
– vaccinarsi contro l’influenza almeno 2 settimane prima del viaggio in Cina e in aree potenzialmente a rischio;
– lavarsi le mani di frequente con acqua e sapone;
– coprirsi bocca e naso con un fazzoletto in caso di starnuto o tosse;
– evitare il contatto con persone affette da malattie respiratorie;
– evitare luoghi affollati (soprattutto mercati del pesce e di animali vivi);
– non toccare animali e prodotti di origine animale non cotti.
Per ulteriori indicazioni, consultare il sito web Viaggiare Sicuri.
In Italia, è pronta l’unità di crisi della Simit (società italiana di malattie infettive e tropicali) a disposizione del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità per la prevenzione.
I medici di famiglia hanno ricevuto le linee guida per gestire eventuali casi di contagio.
I camici bianchi territoriali a Milano e a Roma hanno ricevuto un alert.
Il Ministero della Salute ha elaborato un piano speciale per la sicurezza dei cittadini: dispenser con disinfettanti per le mani alle fermate della metro, nelle stazioni dei treni, negli aeroporti e negli spazi pubblici più affollati. Questo piano speciale dovrebbe entrare in vigore se si aggraverà il livello di contagio per garantire il massimo livello d’igiene e contrastare l’eventuale diffusione del virus.
Il Governo ha allertato le aziende produttrici di dispositivi medici indispensabili per contrastare il contagio da coronavirus (tra cui le mascherine).
CROCE ROSSA RICERCA MEDICI, LA PROTEZIONE CIVILE VOLONTARI
La Croce Rossa Italiana sta selezionando medici professionisti a supporto delle attività di controllo e sicurezza sanitarie disposte dal Ministero della Salute in tutti gli aeroporti del territorio nazionale.
La ricerca è rivolta a professionisti disposti a lavorare a chiamata diretta e con disponibilità immediata per le sedi USMAF SASN di Venezia, Bergamo, Milano Linate, Pisa, Firenze, Napoli, Bari e Brindisi.
Il ruolo prevede attività di vigilanza e assistenza sanitaria, profilassi e prevenzione, interventi di pronto soccorso e, se necessario, attivazione di indagini epidemiologiche sul campo.
Il Dipartimento nazionale della Protezione Civile cerca volontari per i controlli sanitari negli aeroporti di Malpensa, Linate, Orio al Serio e Montichiari.
La richiesta è estesa anche a personale medico e infermieristico in pensione. Il personale dovrà occuparsi di misurare la temperatura corporea attraverso termoscanner e termometri laser, a supporto degli Uffici Sanitari Aeroportuali.