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SCUOLE SICURE: IL NUOVO PIANO ANTI-DROGA STRAORDINARIO DEL VIMINALE
Il piano straordinario “Scuole Sicure” lanciato a fine agosto e presentato il 5 settembre scorso al Viminale da Matteo Salvini ha un obiettivo ben preciso: bloccare gli ‘spacciatori di morte’ (spesso immigrati irregolari) davanti alle scuole italiane. Quali scuole? Tutte le scuole di ogni ordine e grado.
L’iniziativa anti-droga messa a punto dal Viminale sarà avviata in 15 città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Verona, Messina, Padova e Trieste. Sono state scelte le città più popolose e a rischio, ma il piano potrebbe essere esteso anche ad altri centri.
Il progetto pilota prevede un finanziamento complessivo di 2,5 milioni di euro provenienti dal Fondo Unico Giustizia per aumentare i controlli, assumere agenti della Polizia municipale a tempo determinato, rafforzare la vigilanza, installare nuovi impianti di videosorveglianza, organizzare campagne informative.
“Non ci saranno i carri armati fuori dalle scuole. Faremo attenzione alle segnalazioni dei sindaci, saranno coinvolti presidi e Prefetture, raccoglieremo le indicazioni pervenute”. Un’azione di carattere preventivo, non punitivo – ha sottolineato Salvini.
Entro giovedì 20 settembre, i Comuni delle 15 città italiane dovranno presentare alle prefetture i propri progetti che, entro 10 giorni, saranno valutati dai comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. A quel punto, saranno trasmessi al Ministero dell’Interno per il pronunciamento definitivo ai fini della concessione del finanziamento.
Scuole Sicure: controlli in diverse città
Pochi giorni fa, sono stati effettuati super controlli mirati nelle aree ‘sensibili’ di Fontivegge (Perugia) da parte di agenti di Polizia, Polizia Ferroviaria, Reparto Prevenzione Crimine e Guardia di Finanza con le unità cinofile antidroga per un’azione preventiva più incisiva nel rilevamento di eventuale droga nelle borse e zaini degli studenti. Al momento, non sono stati individuati soggetti in possesso di sostanze stupefacenti.
Controlli intensi anche a Siracusa da parte dei servizi di vigilanza presso gli istituti scolastici: vicino ad un istituto superiore agenti della Polizia hanno segnalato un 15enne all’Autorità Amministrativa competente per il possesso di 1 grammo di hashish.
Il 17 settembre a Padova sono stati tre gli istituti controllati da polizia, carabinieri e nuclei cinofili: l’istituto tecnico Gramsci, il centro professionale Camerini Rossi e il liceo Don Bosco. La prova è stata superata positivamente: i controlli al momento non hanno rilevato stupefacenti, traffici illeciti o consumatori abituali tra i giovani studenti in gran parte minorenni. Nella città del Santo, l’adozione di Scuole Sicure ha scatenato la polemica e le reazioni dell’assessore alle Politiche scolastiche Cristina Piva che si è dichiarata “contraria all’idea del proibizionismo imposto e del super controllo che lede la libertà dei giovani”.
I primi arresti
È soltanto il “primo passo della guerra che faremo a chi vende morte ai nostri figli” ha dichiarato Salvini. Sono già stati effettuati i primi arresti di spacciatori sorpresi vicino alle scuole.
A Macerata, nelle ultime ore, sono stati arrestati per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale un gambiano 39enne in possesso di eroina (con permesso di soggiorno per motivi umanitari) ed un nigeriano 27enne, con permesso di soggiorno, pregiudicato per spaccio di droga. Il nigeriano è lo stesso che ha colpito i poliziotti con calci e pugni.
Arrestati due 18enni e un 19enne all’Aquila per detenzione di droga ai fini di spaccio nei pressi del polo scolastico via Acquasanta: sono state rinvenute numerose banconote di piccolo taglio, vari strumenti usati per confezionare le dosi di droga. Sono stati sequestrati 259 grammi di marjuana e vari strumenti per il taglio e confezionamento delle dosi trovate nelle abitazioni dei tre ragazzi.
Sono numerosi i dirigenti scolastici che chiedono l’intervento di cani antidroga fuori dalle scuole e l’ausilio di unità cinofile per consentire l’attuazione di servizi mirati di polizia presso gli istituti scolastici, specie quelli più a rischio.
Daspo urbano per gli spacciatori che bazzicano le scuole
Nel 2017, i reati per droga sono saliti del 12,5%. Ciò che preoccupa maggiormente il ministro dell’Interno Salvini è un particolare dato: l’aumento di questi reati riguarda soprattutto minorenni e diminuisce l’età media della prima assunzione. “Non faccio distinzione tra droga leggera e pesante” ha dichiarato.
Tra le misure della direttiva “Scuole Sicure” c’è il Daspo urbano nei confronti dei pusher, ovvero l’ordine di allontanamento da determinati luoghi per chi viene sorpreso a spacciare vicino alle scuole cedendo sostanze stupefacenti ai ragazzi. L’allontanamento coatto previsto dal Daspo urbano fa parte delle recenti Linee guida sulla sicurezza urbana, già adottata da alcuni sindaci per altre questioni (vandalismo, ubriachezza, ecc.).
In termini pratici, si punta a sequestrare droga “per un importo pari ai 2,5 milioni di euro investiti”.
Il progetto pilota per rendere le scuole sicure vuole raggiungere gli stessi risultati dell’operazione Spiagge Sicure (tuttora in corso) grazie alla quale sono stati sequestrati 270 mila prodotti contraffatti per un valore di 2 milioni di euro. Insomma, l’investimento è stato completamente riassorbito.
Telecamere all’interno delle scuole: è polemica
La direttiva Scuole Sicure ha scatenato un paio di polemiche, non perché ovviamente qualcuno sia contrario alla lotta contro lo spaccio di droga ma per segnalare, una volta di più, che le emergenze scolastiche sono anche altre: le tante strutture fatiscenti, tanto per fare l’esempio più classico.
E’ polemica anche riguardo all’installazione di telecamere di videosorveglianza all’interno delle scuole prevista dal piano del Viminale.
Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è favorevole, ma non tutti i presidi sono d’accordo. In particolare, il Presidente dell’Anp Mario Rusconi si dichiara fortemente contrario perché l’uso delle telecamere all’interno delle scuole “è accettabile solo su disposizione dell’autorità giudiziaria ed a seguito di fondati sospetti di atti di violenza o spaccio come già avviene. Introdurre telecamere all’interno degli edifici scolastici violerebbe l’assetto e l’azione educativa propri della funzione della scuola”.
La preside del liceo Mamiani di Roma sostiene che “i comportamenti lesivi non si eviterebbero, visto che l’ambiente verrebbe militarizzato” e conclude con una domanda: se esistono fondi per le telecamere, perché non vengono stanziati per banchi, sedie e lavagne.
I fondi concessi città per città
Il progetto pilota Scuole Sicure prevede lo stanziamento di fondi da erogare sia a copertura di spese correnti che di spese d’investimento.
I 2,5 milioni di euro provenienti dal Fondo Unico Giustizia saranno così ripartiti, proporzionalmente al numero di abitanti:
– Roma 727 mila euro;
– Milano 344 mila euro;
– Napoli 243 mila euro;
– Torino 222 mila euro;
– Palermo 168 mila euro;
– Genova 146 mila euro;
– Bologna 98 mila euro;
– Firenze 96 mila euro;
– Bari 81 mila euro;
– Catania 78 mila euro;
– Venezia 66 mila euro;
– Verona 65 mila euro;
– Messina 59 mila euro;
– Padova 53 mila euro;
– Trieste 51 mila euro.
“Scuole Sicure”: programma
L’iniziativa punta al contrasto dello spaccio di droga nelle scuole ma anche ad un altro obiettivo: la lotta al bullismo e cyberbullismo.
Inoltre, il Viminale sta lavorando per la videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali che ospitano anziani e disabili: lo hanno annunciato i sottosegretari Stefano Candiani e Nicola Molteni.
Come abbiamo accennato all’inizio, i Comuni interessati dovranno presentare alle prefetture entro il 20 settembre i propri progetti che saranno, poi, valutati dai comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica ed approvati dagli stessi entro il 30 settembre prossimo. I singoli progetti di ogni Comune verranno, in seguito, trasmessi al Ministero dell’Interno per la della concessione del finanziamento.
“Nel mese di ottobre, faremo un primo bilancio” sugli effetti del piano ha aggiunto Matteo Salvini. Se l’iniziativa funziona, non si esclude che venga allargata visto che molti sindaci hanno già chiesto di estenderla.
Francesco Ciano
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